Che poi ho capito

perchè stamattina mi ero alzato arrabbiato, alle sette. Mi capita, occasionalmente, di svegliarmi arrabbiato, ma in genere ho una ragione: questo cliente irrequieto, quella scadenza da finire, o cose più venali e terrene. Invece la ragione per cui ero infuriato era ben altra: perchè la mia “vacanza” ad Arezzo era finita. Un viaggio di 500km andata ed altrettanti al ritorno, con amici (la cantautrice FR Luzzi, Ricardo Fernandes e al ritorno Robin), pressato all’interno della mia Saponetta™ tra code inimmaginabili a Mestre e Firenze, pioggia sull’appennino, incidenti, deviazioni stradali, ed un generale sbattimento di trasporti per chi come me è come una via di mezzo tra Nero Wolfe e Ironside (immobile, nda). La “scusa”, ammesso ne avessi bisogno, per andare ad Arezzo è stato il Copyleft Festival 2008 organizzato – tra gli altri – dal bel Marco Gallorini. Un festival molto bello e molto ben riuscito, funestato da un maltempo che in confronto Osoppo pareva Copacabana, e che nel vicino – e concomitante – festival Circù ha fatto annullare un concerto di Tonino Carotone con gli Arpioni, concerto che mi sarei visto molto volentieri nonostante la stanchezza. Un’altro motivo di indubitabile piacere è stato rivedere più o meno tutto lo staff di Italia Wave, tra cui il boss Mauro Valenti, gli ineffabili ragazzi dello staff web (Pelòdia “il molto bello”, Robin, Kris, Nicola), Silvia Poledrini, il mitico Akira Rondoni, Annalisa, ma anche Daniele Caluri e Emiliano “IR” Pagani dello staff del vernacoliere. Sono stato preso da un terribile attacco di “back in the days”, mitigato da una quantità di bellezze locali che addolcivano il mio sguardo e da una quantità spropositata di cibo che ora non mi fa passare per le porte: ho combattuto aspramente per finire una fiorentina da un chilo, buona come non mi succedeva dalla picanha brasiliana. Eroicamente, vinsi, ma se avessi potuto dare la mano alla bistecca in segno di imperitura stima verso l’avversario, l’avrei fatto. Michele Buresti, il mio omologo di Italia Wave, per giunta, mi ha ospitato nella sua splendida casa tra i colli dell’aretino: un paesaggio da far struggere il cuore, in mezzo alla campagna. Ci credo che stamattina ero incazzato.

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