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Articolo su www.furlanfriulano.eu sul Messaggero Veneto

Il friulano in via virtuale con Cacitti, Pizzul e C.

Ci sono realtà linguistiche che, seppur piccole, mostrano un’intensa vivacità creativa. È questo il caso della lingua friulana – una delle oltre 6.000 lingue che ancora si parlano nel mondo – e della sua produzione culturale che, ora e in parte, viene presentata in un sito piacevole e assolutamente innovativo: www.furlanfriulano.eu.

Realizzato per conto del Consorzio Universitario del Friuli in attuazione della legge statale 482/99 con la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia, il sito contiene informazioni, materiale, interviste, video, musica… per illustrare quel microcosmo che, accanto all’italiano, utilizza lo sloveno, il tedesco e soprattutto il friulano. Di questa lingua, Pier Paolo Pasolini, uno dei suoi grandi interpreti, diceva: «Favelâ par furlan al vûl dî favelâ par latin (Parlare friulano equivale a parlare latino)».

Lanciato in occasione della giornata europea delle lingue, il 26 settembre scorso, il sito è introdotto da una serie di interventi in cui diversi personaggi, spesso noti anche al grande pubblico italiano, raccontano le personali ricerche ed esperienze nel campo in cui sono riusciti a eccellere. Con delle chicche molto attuali. Il professor Remo Cacitti – che insieme a Corrado Augias ha scritto il best seller Inchiesta sul cristianesimo – parla delle battaglie sostenute per la ricostruzione in anastilosi del duomo di Venzone dopo il terremoto del 1976; il giornalista Bruno Pizzul parla invece del calcio friulano con piacevoli dissertazioni linguistiche e aneddotiche. Molti gli altri nomi noti presenti: Paolo Zoppolatti, i signori del prosciutto “Wolf”, il poeta Pierluigi Cappello, il professor Pietro Enrico di Prampero, il musicista Glauco Venier…

Molte anche le curiosità come i libriposter plurilingui con funzione didattica sugli argomenti più disparati e attuali quali il design, la costruzione di un giornale o di un fumetto. Ce n’è uno, addirittura, che spiega come il Friuli molto tempo fa fosse il Nord dell’Africa.

Questo perché il sito vuole essere un caleidoscopio di notizie per dimostrare la vivacità di questa cultura in “marilenghe” e la sua grande attenzione alle novità soprattutto in campo musicale. Insomma, «think global, speak-and-sing local».

Ideata non solamente in funzione di una presentazione della produzione in friulano, l’iniziativa si propone anche come mezzo informativo su quanti usano questa lingua e come elemento di aiuto nella didattica: molti sono, infatti, gli elementi che si possono agevolmente scaricare dal sito a tale scopo.

Tante pagine, pertanto, tanti argomenti, tanti collegamenti utili a dare un quadro brillante e fortemente coinvolgente che mostra come, a scapito della dimensione, questa realtà linguistica riesca a produrre una buona cultura che supera i confini regionali.

La scelta delle nuove tecnologie, inoltre, è coerente con le possibilità che questa offre e con la modernità e capacità di adattamento del friulano perché, come ricorda Altan in un suo disegno, «co une lenghe e je piçule e va doprade a fuart! (Quando una lingua è piccola va usata in maniera forte!)».

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“Un pomeriggio con l’autore”

Friulano in salsa pulp: si presenta Romanin

La narrativa friulana in salsa pulp è la protagonista del sesto incontro della rassegna Aperitîf cul Autôr, in programma oggi alle 18 nella libreria Friulibris di via Piave. Questo nuovo appuntamento con il ciclo di incontri in marilenghe, organizzato con il patrocinio del Comune di Udine, presenterà il testo Niari. Two Pulp Tales, di Fulvio Reddkaa Romanin, musicista tra i piú attivi nella scena hip hop della gnove musiche furlane e ora anche narratore di vicende tra il noir e il grottesco, sullo sfondo di un Friuli onirico e incantatore. L’autore sarà introdotto da Paolo Cantarutti, fra i più attenti osservatori dei fermenti innovativi della scena underground in marilenghe. Spetterà a lui condurre la conversazione informale che è diventata ormai un marchio distintivo di questi assaggi di letteratura friulana curati dall’Ufficio per la valorizzazione della lingua friulana del Comune di Udine e dalla Libreria Friulibris.
L’operazione di Romanin, straconosciuto sulla scena musicale friulana per le geniali operazioni Madrac e Dlh Posse, è molto significativa soprattutto perché, contemporaneamente all’uscita di questo libro in friulano, Reddkaa aveva annunciato la decisione unanime dei Madrac di sospendere almeno temporaneamente la produzione in marilenghe per la produzione del terzo album, ovvero Music for the Massives.

(Messaggero veneto di oggi)

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Messaggero, again…

Un assaggio di alcune delle migliori voci della letteratura friulana odierna, con un occhio di riguardo all’espressione inmarilenghe. Partirà domani la serie di incontri intitolata Aperitîf cul autôr, organizzata dalla libreria Friulibris e dal Bar Feeling di via Piave, in collaborazione con il Comune di Udine, e in particolare con il suo Ufficio di coordinamento per la valorizzazione della lingua friulana. Agli incontri, tutti fissati alle 18, che si svolgeranno per otto settimane di fila proprio al Bar Feeling, prenderanno parte autori che illustreranno al pubblico la loro opera in conversazioni dal tono informale.
Il battesimo della rassegna, domani, sarà affidato a Manuela Quaglia, storica delle tradizioni in special modo della Carnia, che presenterà il suo nuovo libro, Il balcon de memorie. Sarà poi la volta, giovedì 30 aprile, di Dario Zampa e del suo Contis contadis: occasione in cui il noto folk singer friulano intreccerà musica e prosa. Il primo incontro di maggio, giovedì 7, sarà dedicato ad Adriano Del Fabro, sul tema Friûl: un mont di tradizions: leggende, cibi e cultura materiale dal medioevo a oggi. L’appuntamento successivo, venerdì 15 maggio, verterà su una pratica non ancora troppo diffusa, ossia sulla traduzione di classici stranieri in lingua friulana. A essere approfonditi saranno due dei più riusciti tentativi recenti: la versione di Carli Pup de Il diari di Bobby Sands e quella di Luca De Clara de Il cjasâl dai animâi di George Orwell. Giovedì 21 maggio toccherà a Stefano Montello presentare il Manuâl critic pal ort, un’opera dove natura e arte si abbinano in modo eclettico. Seguirà giovedì 28 maggio un esempio innovativi della letteratura friulana di oggi, NIARI – Two pulp tales di Fulvio Reddkaa Romanin, musicista tra i più attivi nella scena hip hop della gnove musiche furlane e ora anche narratore di vicende tra il noir e il grottesco, sullo sfondo di un Friuli onirico e incantatore. Cercando Rommel di Lino Leggio sarà al centro dell’incontro in programma per giovedì 4 giugno e, infine, giovedì 11, si punterà sul nuovo libro, prossimamente in uscita, di Checo Tam, Scûr di lune, che le note di copertina annunciano come un libro gotico e al tempo ironico.

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“Niari”, sul Messaggero Veneto

Tavagnacco: ecco “Niari” il doppio pulp di Romanin

TAVAGNACCO. Hanno trovato il petrolio in Carnia! Dove? Ma a Valstorta, lo sanno tutti. Oddio, tutti, lo sanno almeno quelli che hanno letto il travolgente Niari (nero petrolio) di Fulvio Romanin, alias Redd Kaa, vulcanico trivellatore culturale tra parola e musica, tra produzioni discografiche e web(master), tra concerti e… sonno, sometimes.
Niari (edito da Kappavu) è la felice dimostrazione che i racconti pulp (o quasi) possono svolgersi anche da noi, che un paesino carnico inventato ma mooolto vicino alla realtà di Forni Avoltri, culla dell’autore, può essere come New York, e che l’area di servizio di Zugliano può essere come una stazione di servizio sulla Route 66.
Insomma, un doppio Romanin, che in Niari si esprime nel carnico della sua Forni e nell’altro racconto, Cornetto e caffè, usa il normale italiano. Sarà molto divertente, allora, anche seguire l’incontro di stasera, alle 21, al Centro civico di Tavagnacco, dove, oltre al petroliere, ci saranno il sindaco Mario Pezzetta, il giornalista Paolo Cantarutti, Stefania Nonino per le letture e Kappah dei Madrac (stessa genìa) per chiudere alla grande il ciclo di presentazioni di libri in friulano organizzate dallo sportello comunale per la marilenghe.
In entrambi i racconti del Fu (noi amiamo follemente il carnico con le finali in o di Niari) viviamo un surreale che carezza-graffia la realtà, che gioca con la dicotomia terribile vita/morte, che parla come parlano i giovani di oggi, siano essi presi da rivoluzioni fallite, canne finite ed emancipazioni solo sognate, siano essi viaggiatori della notte che perdono il senso del tempo, dello spazio e della stessa esistenza. Insomma, una trivellazione salutare, una ventata di freschezza, quasi un ghibli, che in un panorama giovane friulano non propriamente paradisiaco ci dice Yes we can: anche qui in Friuli abbiamo gente giovane che sa scrivere in marilenghe bene-benissimo, che guarda al mondo con saggia apertura e al proprio paese con l’amore di sempre. (n.c.)

Ringrazio ennecì per la divertentissima recensione, e vi ricordo, per chi avesse finito il livello di World Of Warcraft o per chi trovasse il bar da motari chiuso, che stasera, venerdì 7 novembre, ci sarà l’appuntamento di cui sopra a Tavagnacco. Domani invece mi troverete al “Festival Of Festivals” a Bologna, a fare il professùr…

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Recensione del libro sul Friuli

Recensione sul “Friuli” del mio libro:

Fulvio Reddkaa Romanin nus à usât a lis maraveis, o miôr, o sperìn di no usâsi mai a lis sôs maraveis parcè che se no al volarès dî che al varès pierdût la sô fuarce. E ce si provial a confrontâsi cu la sô ultime opare, se no maravee? “O buti un clap tal sfuei parcè che al è ce che o ai simpri fat” al cjante intune sô cjançon, ma chest manifest musicâl al devente un sproc che al va une vore ben ancje par “Niari two pulp tales”, 2 contis lungjis publicadis intun volum de cjase editore Kappa Vu. Di fat, dongje de sô produzion musicâl rap, dongje dai siei prodots video e de sô ativitât come creatôr di sîts Internet, si zonte cumò la esperience di scritôr, che no tradìs ce che fint cumò al à fat Fulvio ta chei altris cjamps. Parcè che la “aghe de leterature furlane” cun chest librut svelt di lei e soredut ben scrit, une scjassade le à cjapade. Niari al è un libri bilengâl, ven a stâi che al dopre dôs lenghis. Ancje se in maniere separade une pal prin episodi, chê altre pal secont. La prime conte “Geologicamente i mpossibile”, ancje se e à il titul par talian, e je scrite par furlan, o miôr te varietât dal fornet, ven a stâi di chê zone de Cjargne li che i nons al feminin a finissin cul “o”. Cheste e je la uniche lenghe dal protagonist che, dopo la esperience universitarie a Bologne, al al sint sô e al dopre tornant a cjase. Cui che al cognòs l’autôr nol pues fâ di mancul di no lei un clâr riferiment autobiografic. Duncje o sin tal paîs imagjinari di “Valstuarte” che Romanin al batie “Valstuarto” e li che i siei abitants, dividûts in dôs frazions, chê di sore e chê di sot, come te miôr tradizion de toponomastiche di mont, si cjatin a frontâ la gnove aventure che e cjasse la realtât di chest oniric paîs cjargnel: la scuvierte di un poç di petroli. L’aur neri, o miôr “niari”, al fâs di sfont a lis aventuris dai personaçs tra multinazionâls, situazions familiârs, parons pôc racomandabii, terorisim… La seconde conte “Cornetto e caffè” e je ambientade a Udin e e fevele par talian. Ancje chi la imagjinazion di Romanin e cor libare e cuntun spirt che ti cjape cence podê deliberâti fint che no tu rivis insom. Lis citazions musicâls e i riferiments al cine e a la leterature a puartin il letôr a confrontâsi cuntune aventure pardabon fine e divertente, li che i protagoniscj a vivin une gnot pardabon uniche. Come che e dîs ancje Stefania Nonino te prefazion “Ogni tant si cjate ancjemò scritôrs che a san contâlis, lis storiis”: noaltris ce podìno dî se no che o sotscrivìn adimplen cheste opinion. Cuntun ringraziament e une sperance: il ringraziament al autôr pal plasê che si gjolt a lei e che noaltris o zontìn a la formidabile pagjine finâl (di no pierdi, n.d.r.) li che lui al ringrazie cui che i à permetût di rivâ insom; e la sperance che chest al sedi, pardabon, “dome l’inprin”.

…la bella recensione è di Christian Romanini (il cognome non vi tragga in inganno, non siamo parenti).
Come? Non sapete il friulano?

(con l’espressione di Uma Thurman in “Kill Bill 2″, quando sta per colpire Elle Driver):

“oh. Accidenti. Questo fa di me proprio una persona infelice…”.

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AAhhhhh, flash….

E’ con la scusa di flash che sono andato 5gg al Flashforward a New York nel 2002. Devo ammetterlo, a sei anni di distanza: all’epoca era TROPPO TROPPO troppo avanzato per me.  Ma il sogno di New York resta vivido nella mia memoria come se ci fossi stato ora.

Nel 2008, per le tipologie di lavoro che faccio, usare flash è sempre più raro, e più limitato a piccoli tocchi cosmetici. Lo sappiamo: ajax. Lo sappiamo: prototype. Lo sappiamo: motori di ricerca ed indicizzazione.

Ma stasera sto lavorando ad un CDRom per l’università di Udine, con una piccola presentazione in flash, e devo dirlo, è rinfrescante e creativo come mi ricordavo fosse. Niente magagne cross-browser, niente indicizzazioni folli, niente limiti di peso.

Che figo.

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