Posts from ottobre 2008.

Santa Cunegonda…

Che quelli di Google fossero dei geni, vabbè, si sapeva.
Che il Google street view fosse una figata, si sapeva anche questo.

Oggi Kappah, dei Madrac, mi fa: ma l’avevi visto mai Google street view? Massì, dico io da saputello, certo. Di Roma? mi rimbecca lui.
Santa Petronilla.

Ti viene un dannato coccolone quando da internet puoi vedere quella che per vent’anni è stata la finestra di camera tua , il tuo personale oblò sul mondo da cui guardavi la suburra sottostante mentre crescevi tra incertezze e musica. Vedi che i negozi sono cambiati, da quando sei stato cinque anni fa, l’ultima volta, a Roma, mentre pregusti l’imminenza del ritorno (a dicembre, nda), e un viaggio – digitale – nel tuo quartiere diventa un vero e proprio trip down memory lane. 
“Lì giocavo a pallone e ora non ci sono bambini che schiamazzano felici, lì per la prima volta mi accorsi che la bambina con cui giocavo aveva dei seni, e lì, lì prendevo la pizza al ritorno da scuola”.
Io non sono un nostalgico, sono un antipassatista per eccellenza. Ma laddove ora l’hype più grosso è dato dalle elezioni usa twitterate realtime, questa mi colpisce dritto in mezzo al cuore

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Due appuntamenti da non mancare, oppure si. :)

E’ un pò presto per parlarne ma ci sono due appuntamenti pubblici con il sottoscritto.
Il 7 di novembre ci sarà una presentazione del mio libro NIARI presso la sala del comune di Tavagnacco, ad Udine. Oltre al sottoscritto ci saranno Stefania Nonino, Paolo Cantarutti a parlarne e Kappah dei Madrac a metter su dischi.

Il giorno successivo invece farò di nuovo tipo le robe di workshop al Festival of Festivals,  un convegno / incontro tra tutte le più grandi realtà musicali ed informative italiane. Io terrò un workshop sabato 8 che si intitolerà, guarda un pò, “Fulvio Romanin: La progettazione del sito web del festival”. Dang. “Dovrò studiare l’argomento”. Lol.
Il festival appare terribilmente stimolante, e vi invito a farci un salto, se potete. :)

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Incommunicado

Oggi ho tenuto una lezione all’università di Udine, con docenti ed assistenti.
Abbiamo parlato di web, di 2.0, di social networks, di geomarketing, mappe termiche, css, design, schemi di colori, semantica del web, accessibilità, seo e tutto quanto “fresh” nel campo.

Commento di una docente alla fine di tre ore di lezione:
“Bello, ma resto al cartaceo”

*sigh*

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Una tecnica semplice ed efficace: transparent png skinning

Stavo guardando qualche giorno fa un sito che aveva come background i ben noti raggi “alla illustrator”, con un gradiente di fondo che variava contestualmente alla zona di sito visitata. Un’idea non originale, ma sicuramente di buon esito, se non fosse stato per il fatto che… ogni “parte” del sito pesava 150k di solo background.
In questo periodo, forte del mio smartphone, mi capita di navigare tramite il cellulare: un peso di 300k di background per due sole pagine è assolutamente fuori luogo, nel caso non ci sia un’opzione wap.

…la cosa bella è che, navigando il sito, avevo pensato che il programmatore del medesimo avesse avuto un’idea geniale, semplice ed elegante. Esaminando poi nel particolare, in realtà, non la aveva avuta: i jpggoni erano stati la soluzione, ma a questo punto, l’idea era “mia”.
L’idea è fondamentalmente molto semplice, e potete verificarla cliccando qui (vogliate perdonarmi se i css ed i contenuti sono per ora terribilmente grossolani; poi migliorerò le pagine, in futuro).  Oltre ad un eventuale colore, o immagine di sfondo, sovrapponiamo a questa un unico png trasparente, in modo da creare variazioni contestuali di colore di sfondo in maniera leggera e facilmente controllabile via codice.

Pensate per un attimo alla grafica come se fossero dei layers di photoshop.

// inizializziamo la pagina. Qui può esserci un colore di sfondo o un gradiente per così dire “nativo”

<body>

// apriamo un div chiamato “wrapper” che “copre” tutta la pagina, sovrapponendosi di fatto al “body”. In tale modo, avremo creato una specie di “layer” soprastante, dove inseriremo un png trasparente.

<div id=”wrapper”>

// sopra questi due posizioneremo i contenuti

<div id=”inside”>
Contenuto
</div>
</div>
</body


Il primo livello
, il <body>, è di fatto con un colore fisso, o con un gradiente da 1kb o giù di lì.
Il secondo livello è un div che occupa tutto lo schermo. Su questo div noi andiamo ad inserire come background un png trasparente (png 32 in questo caso). Esaminando i css vediamo che

su firefox/mozilla/gecko basta inserire:

background: url(esperimento.png) no-repeat center top;

mentre per renderlo compatibile con IE dobbiamo aggiungere:

* background: none;
* filter:progid:DXImageTransform.Microsoft.AlphaImageLoader(src=’esperimento.png’, sizingMethod=’fixed’);

(Nota bene: questo è solo uno dei possibili metodi per rendere compatibile i png con IE. E’ un pò fatto di “forza bruta”, ma di fatto funzionare funziona).

Il terzo livello
, interno, limitato e paddato direttamente dal soprastante wrapper, sarà invece il luogo dove il cms, o la pagina, carica i contenuti. Sarà sufficiente dare a questo un bgcolor per avere come risultato un terzo layer adatto ad ospitare i contenuti del sito.

I vantaggi di questa tecnica sono molteplici:

- è possibile cambiare il colore del background in maniera contestuale e semplice; basta aggiungere un piccolo script css per modificare il body, all’interno dei contenuti (lo so, non è molto elegante, nda) o del template per avere come risultato una modifica dell’aspetto generale della pagina.
- diminuisce enormemente il peso della grafica del sito, e permette di fare effetti molto belli con un minimo di gusto.
- permette, tramite ajax o semplice javascript, di rendere visibili ed invisibili eventuali livelli. Anche qui, lascio le possibli implicazioni a programmatori più abili di me.
- extra tamarranza, come da idea di Pelòdia: basta un semplice scriptino come il seguente

<style type=”text/css”>
<!–
#wrapper {background-color: <?php

$color = array(‘#cc3300′, ‘#666666′, ‘#000000′, ‘#00CC00′, ‘#0000CC’);
$cur   = rand(0, 4);
echo $color[$cur];

?>;}

//–>
</style>

per fare il fondale di ogni pagina differente, e casuale.  Un pò forte tuttavia per la retina dei propri visitatori.

Mi riservo di perfezionare ancora questa tecnica: intanto il dado è tratto. Sicuramente con ajax potrebbe essere fatto eventualmente in tempo reale, ma questo sarebbe skinning non contestuale, meno interessante a mio avviso a fronte di una maggiore chiarezza ed usabilità del sito stesso.
(Ringrazio per il loro aiuto Oliver Georgi, Michele Buresti, Fabio Dreosso, Tommaso Bagassi, Andrea “Pelo” Lodi)

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Lamento del webdesigner alle 18.15

Non mi importa che tu sia la mia migliore amica o supposta tale.
Non ti giustifico nemmeno se sei stata mia amante, più o meno a lungo.
Si, certo, sei una bellissima persona, ti voglio bene. Tanto.

MA ALLA PROSSIMA MAIL CHE CONTIENE PDF DI FILOSOFIA SPICCIOLA, PENSIERI SULLA FELICITA’, BAMBINI CHE SORRIDONO, BARZELLETTE O MINCHIATE DEL GENERE TI MENO.

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Recensione del libro sul Friuli

Recensione sul “Friuli” del mio libro:

Fulvio Reddkaa Romanin nus à usât a lis maraveis, o miôr, o sperìn di no usâsi mai a lis sôs maraveis parcè che se no al volarès dî che al varès pierdût la sô fuarce. E ce si provial a confrontâsi cu la sô ultime opare, se no maravee? “O buti un clap tal sfuei parcè che al è ce che o ai simpri fat” al cjante intune sô cjançon, ma chest manifest musicâl al devente un sproc che al va une vore ben ancje par “Niari two pulp tales”, 2 contis lungjis publicadis intun volum de cjase editore Kappa Vu. Di fat, dongje de sô produzion musicâl rap, dongje dai siei prodots video e de sô ativitât come creatôr di sîts Internet, si zonte cumò la esperience di scritôr, che no tradìs ce che fint cumò al à fat Fulvio ta chei altris cjamps. Parcè che la “aghe de leterature furlane” cun chest librut svelt di lei e soredut ben scrit, une scjassade le à cjapade. Niari al è un libri bilengâl, ven a stâi che al dopre dôs lenghis. Ancje se in maniere separade une pal prin episodi, chê altre pal secont. La prime conte “Geologicamente i mpossibile”, ancje se e à il titul par talian, e je scrite par furlan, o miôr te varietât dal fornet, ven a stâi di chê zone de Cjargne li che i nons al feminin a finissin cul “o”. Cheste e je la uniche lenghe dal protagonist che, dopo la esperience universitarie a Bologne, al al sint sô e al dopre tornant a cjase. Cui che al cognòs l’autôr nol pues fâ di mancul di no lei un clâr riferiment autobiografic. Duncje o sin tal paîs imagjinari di “Valstuarte” che Romanin al batie “Valstuarto” e li che i siei abitants, dividûts in dôs frazions, chê di sore e chê di sot, come te miôr tradizion de toponomastiche di mont, si cjatin a frontâ la gnove aventure che e cjasse la realtât di chest oniric paîs cjargnel: la scuvierte di un poç di petroli. L’aur neri, o miôr “niari”, al fâs di sfont a lis aventuris dai personaçs tra multinazionâls, situazions familiârs, parons pôc racomandabii, terorisim… La seconde conte “Cornetto e caffè” e je ambientade a Udin e e fevele par talian. Ancje chi la imagjinazion di Romanin e cor libare e cuntun spirt che ti cjape cence podê deliberâti fint che no tu rivis insom. Lis citazions musicâls e i riferiments al cine e a la leterature a puartin il letôr a confrontâsi cuntune aventure pardabon fine e divertente, li che i protagoniscj a vivin une gnot pardabon uniche. Come che e dîs ancje Stefania Nonino te prefazion “Ogni tant si cjate ancjemò scritôrs che a san contâlis, lis storiis”: noaltris ce podìno dî se no che o sotscrivìn adimplen cheste opinion. Cuntun ringraziament e une sperance: il ringraziament al autôr pal plasê che si gjolt a lei e che noaltris o zontìn a la formidabile pagjine finâl (di no pierdi, n.d.r.) li che lui al ringrazie cui che i à permetût di rivâ insom; e la sperance che chest al sedi, pardabon, “dome l’inprin”.

…la bella recensione è di Christian Romanini (il cognome non vi tragga in inganno, non siamo parenti).
Come? Non sapete il friulano?

(con l’espressione di Uma Thurman in “Kill Bill 2″, quando sta per colpire Elle Driver):

“oh. Accidenti. Questo fa di me proprio una persona infelice…”.

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