• Non sono un regista, non so tenere in mano una macchina da presa come si deve. Ho fatto qualche video, però: a volte li ho fatti tutti da solo, in computer grafica, a volte la computer grafica si è unita alla macchina da presa, vuoi dilettantisticamente guidata da me, vuoi affidata alle mani talentuose del giovane Nicola De Prato, vuoi alle mani ultra professionali della televisione svedese di stato.
    Non potrei farne un mestiere, ma mi piaceva condividere con voi questi video.


  • niariCover Scrivere, IO?Era un signore siciliano alto e distinto, il maestro Barbera, con un sorriso da attore. A mia madre disse: “suo figlio dovrebbe fare l’attore, o lo scrittore”. Non so perché lo disse: io alle elementari ODIAVO scrivere, e alle superiori l’ottimo professor Paparozzi si sorbiva i miei temi piatti e privi di verve.
    Eppure, anni dopo, per qualche ragione, ho cominciato a scrivere, presumo per le stesse ragioni per cui ho imparato a suonare: perché ero timido, e non sapevo parlare.

    Ho scritto anni fa un romanzo, “Ma liberaci dal male“, mai pubblicato (e tale resterà), e poi, dopo un tot di articoli su “La comugne“, ho esordito con un libro mezzo in Italiano e mezzo in Friulano, “Niari“. Gli amici mi dicono che scrivo meglio di quanto suoni. Gli haters, pure. Oltre a questo sto tenendo “Internos“, una rubrica su “Il Friuli“, che si occupa di social network e amenità varie, e troverete qui sotto, e c’è un altro libro che potrebbe uscire tra fine 2011 e 2012, “Black”. Ma quella è un’altra storia… icon smile Scrivere, IO?


  • Fu+Caparezza

    fuFront Piacere.Mi chiamo Fulvio Romanin, e mi occupo di web design e comunicazione web.
    Faccio il web designer professionista dal 2000: tra i miei clienti

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    Un montaggio frenetico dei primi cinque anni di vita di ReddArmy, l’associazione culturale musicale che ho fondato. Un po’ di premiere, un po’ di after effects, ed un sacco di pazienza nel ravanare nell’hard disk per trovare foto e recensioni ed articoli: la sola parte con gli still fotografici ha richiesto più tempo di tutto il resto del video. La musica è la parte finale di “Cosmic clock” del Mole Moonwalktet.

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    Questo me lo sono immaginato, sognato, girato, montato e colorcorretto tutto da solo: e credetemi che tagliare le risate è stato il lavoro più difficile e divertente insieme. Di tutte le decine di aneddoti del video, il più bello resta quello del pur gentilissimo ottico che per prestarmi l’occhio di vetro che appare per pochi istanti ha voluto che firmassi una “liberatoria, perché se qualche disabile vi denunciasse per un uso inappropriato di una protesi oculare io non voglio essere perseguibile”.
    E’ senza dubbio un pianeta molto, molto particolare.

    Nota a margine per nerd di altissimo rango: il carattere tipografico usato nel video non è casuale; è lo stesso Windsor font che da sempre Woody Allen usa come carattere per i titoli di testa dei suoi film.


  • Stavo cercando di trovare un nome per la ditta: era il 2000 e da bravo incosciente mi mettevo in proprio, e volevo evitare i vari “web”, “multimedia”, “technologies”. “Cosa fa una ditta di siti?” pensai cercando un nome? “Beh, porta luce nelle case”, mi risposi. “Lightbringer”, in inglese. “No, no, non mi piace. In latino, proviamo in latino, con il latino non si sbaglia mai”. “Portatore di luce, lucifero. Hm”. Feci una breve pausa, e poi optai per nome e cognome.




  • Se siete arrivati a cliccare su “contatti”, ci sono varie possibilità. Forse già seguite quello che faccio nelle mie molte attività; in tal caso in alto a destra avete le icone dei Social Network, e potete aggiungermi, mi fa piacere.
    Forse stavate giocando con l’animazione del sito, e vi piaceva, o vi piacevano altre cose che faccio come professionista. In tal caso, se pensate che io possa lavorare per voi, contattatemi con il form qui accanto:



    Da twitter

    @fulvioromanin: “non so perchè tu insista che un logo è meglio di una scritta. Dammi qualche esempio di logo” “certo! 7 hours
    @fulvioromanin: a party you cannot miss 7 hours
    @fulvioromanin: @cdaffara ARGH, muojo™ 7 hours

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    fu Shall we beginSi sa che i calzolai camminano sempre con le scarpe rotte. E come web designer giustamente il mio portfolio era aggiornato a circa metà 2007. E nel frattempo sono successe un sacco di cose: wordpress ha fatto boom, jquery ha fatto boom, e tante altre tecnologie che erano ancora semi sono fioriti e ora colorano il web. E da bravo appassionato, prima che professionista, mi sono adeguato.


  • Sono nato a Roma, da genitori Carnici emigrati per lavoro, l’11 marzo del 1971. Sono senior web designer con oltre dieci anni di esperienza professionale e oltre venticinque nel mondo dei computers: mio padre mi comprò il mio primo computer da 1kb, che si sovrapponeva alla vecchia console Atari Vcs 2600, nel 1980.

    Ho tenuto dei corsi presso la facoltà di Scienze della Formazione a Udine, ho insegnato per due anni consecutivi allo IED a Venezia, ho tenuto per tre anni consecutivi il corso di comunicazione web al Festival of Festivals, e tenuto lezioni e workshops per conto della Regione Friuli-Venezia Giulia.

    Fatta salva la mia partecipazione come studente al Flashforward 2002 a New York, la mia formazione è da completo autodidatta: ho iniziato a programmare ancora sullo ZX Spectrum, ma non mi definisco un programmatore in senso stretto; pur realizzando siti e costruendoli nella loro intierezza, sia come grafica che come programmazione, mi occupo principalmente di creare strutture efficaci sia per l’uso dei miei clienti sia per la comprensibilità degli utenti. Cerco di semplificare, laddove possibile, e puntare ad una comunicazione immediata e rilevante.
    Credo fermamente nel software open source, di cui sono utente e di cui sono e sono stato sviluppatore.

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    In confronto al video di “Normale”, il video di Brucia è una passeggiata nel parco.
    Con i Madrac andiamo a fare un live a Radio Capodistria, per la trasmissione “In orbita sessions” di Ricky Russo. Ricordo lo studio Hendrix come una bomba: prendo con me il regista Simone Vrech, che porta tre telecamere digitali di cui una sola manuale, e due fisse, e riprende tutte e sei le canzoni (“Davvero”, “Modello negativo”, “Venerdì sabato domenica”, “What it takes to be a man” e proprio “Brucia”, eseguita due volte proprio per il video).

    Con un sacco di montaggio, una valanga di color correction ed altrettanta pazienza rendo presentabile del materiale che di partenza sarebbe – nonostante i titanici sforzi di Simone – comunque un po’ monotono. Curiosità: durante la seconda take “di sicurezza” di Brucia, mi si rompe una corda (fatto visibile anche nel video), vanificando la seconda take.

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    CapaRezza è una persona meravigliosa. Come ve lo immaginate, ma meglio. Dopo avergli tartassato le scatole per anni non solo ottengo un suo featuring, ma mi fa anche delle riprese per un video. E c’è da dire che Nicola De Prato, nuovamente alla regia, ed io, facciamo del nostro meglio per onorare la sua cortesia: tre giorni di riprese in “limbo”, due settimane di montaggio, cinque settimane di postproduzione: motion tracking, rotoscoping, modelli 3d fatti fare dall’ottimo Marian di Ambrozoom3d. Il limite nord a cui si può arrivare con la pura buona volontà e i mezzi che essa pone a disposizione.
    Siamo premiati: il video viene presentato in anteprima esclusiva su Xl di Repubblica dove permane in prima pagina per nove giorni.

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    Una pazzia fatta in tre giorni di apnea: una sceneggiatura, mia, forse megalomane, e tagliata e riscritta a più riprese. Un regista giovane, Nicola De Prato, 22 anni, che mostra sul set un’autorità ed una professionalità notevoli, a prescindere dagli anni. Gli studi di “Telefriuli”, gentilissimamente lasciatici a disposizione per un intero weekend dal direttore Alberto Terasso.

    La voglia di fingere un talent show di estrema provincia, “Star in provincia” (brrrr….), con il tot di un po’ di amici volenterosi. Un video che sembra “bulgaro” il giusto, coadiuvato da un minisito finto fatto ad arte e fatto spammare a degli amici influenti prima tipo “guardate ‘sta roba”.

    Gli Smania Uagliuns: presenza scenica, talento, capacità di interpretare. Non più tardi di pochi mesi dopo, per acclamazione popolare, il gruppo lucano entra in ReddArmy.

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    “Chesta è la storia di un viaç”, questa è la storia di un viaggio, dice G.I.Joe iniziando la canzone.
    E’ la storia di un viaggio nell’estremo nord dell’Europa, a Luleo, in Lapponia, la punta nord del mar Baltico, a cinquanta chilometri dal circolo polare artico. E’ la storia di sei friulani: quattro Carnicats, Leo Virgili in veste di accompagnatore ufficiale, ed il sottoscritto, che vanno a partecipare al Liet Lavlut festival per le lingue di minoranza. Una tappa di due giorni a Stoccolma, un sacco di riprese con un cellulare Nokia con ottime ottiche Carl Zeiss, per le riprese a bassa qualità, e le bellissime, ultraprofessionali riprese della televisione nazionale Svedese: talmente professionali nel loro formato DVCPro che dobbiamo disturbare All Music a Milano per farci riversare il video in formato file.
    E oltre a questo, tutta una serie di filmatini fatti con il cellulare, e messi su youtube in tempo praticamente reale, anche con un nuovo social che sta prendendo piede da poco in Italia: Facebook. I Carnicats si piazzano terzi, ed è davvero un ottimo risultato.


  • “Siamo stati poco furbi”, fa Deo dei Carnicats, “Rap par cjargnel di Dek Ill Ceesa è uscito proprio sotto Friuli Doc, avremmo dovuto girare un video”.

    La fortuna ci assiste, per una volta, anche se è passato un anno: Madrac e Carnicats vengono chiamati a suonare proprio sul palco più importante della manifestazione. Ho in mano una telecamera di qualità discutibile, e dopo un bellissimo concerto, come da video, ci aggiriamo per la festa, tra trombonisti, ubriachi, belle ragazze e tanto vino.

    In due giorni di montaggio furibondo metto insieme un video scanzonato e buffo. Dopo tre giorni il video ha circa seimila views: davvero niente male per l’epoca.

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    iva tn Liva funesta“L’iva funesta” è un e-book. E’ un manualetto. E’ un saggio. E’ una raccolta di pensieri, un insieme di ingenuità e furbizie, una guida per chi non ne sa nulla, per chi ne sa qualcosa e per chi vorrebbe saperne meglio. Grazie all’amico Rido ho avuto il privilegio di farlo uscire sul sito di Rolling Stone Italia. Perchè, per citare proprio lui, “nel 2012 il mondo del lavoro è una cosa DANNATAMENTE rock’n'roll”.
    Come dico nell’agile libretto “non sono sceso dal Sinai con le tavole della legge”, quindi usate le cose a vostro giudizio insindacabile.
    Lo trovate cliccando a questo indirizzo:

    http://www.rollingstonemagazine.it/cultura/notizie/lavoro-mettersi-in-proprio-prima-informatevi/46469

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    La storia la conoscete già, dai.
    Nel 2014, mentre tutti eravamo lì a baloccarci con gli iphone e x-factor, sono arrivati gli alieni. Non che non ce lo aspettassimo, eh: c’era stata una bella letteratura da Visitors in giù in materia, ma noi lì, duri, a coltivare Farmvilles chini sui telefonini, senza mai guardare il cielo.

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    Erano due gemelli biondi e un morettino al basso che, quando la maggior parte dei

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    Zeus dette a Pandora un vaso con tutti i mali, narra la leggenda. Ma le tentazioni sono forti

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    Può un uomo prendere a pugni il cielo? Può farsi scudo della propria misera anima e pensare

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    Cambiano i tempi, cara signora: per Aristofane le nuvole erano malvage, apportatrici di menzogne

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    “L’ultima delle radio FM” è un concetto molto romantico, un po’ bohemien,

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    …. no one can hear you scream. E’ il 2009, non il 1993, quando al MEI due loschi figuri

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    D: Cominciamo subito con le cose importanti. Perchè dovresti farmi tu il sito con tutta la gente che c’è?
    R: A questa domanda in genere rispondo con la battuta: perchè ho venti anni di esperienza in un mestiere che ne ha dieci. Perchè ho lavorato per le tipologie di clienti più esigenti e disparate. Perchè sommando tutti i miei lavori ho oltre duecento siti realizzati e qualche milione di visitatori hanno visto le mie cose. Perchè i siti che faccio, oltre ad essere belli e funzionali ve li potete gestire da soli, sia nei contenuti che nelle immagini. Questa e’ la risposta breve.

    D: Da soli? Scherzi? Io so appena accendere il computer!
    R: Se sapete usare word, sapete anche gestire un mio sito. Davvero.

    D: Ok. Mi piacciono le tue robe. Qual’è; il metodo più facile per contattarti?
    R: Via mail. info@fulvioromanin.it

    D: Sei una web agency?
    R: Sono un essere umano, o almeno tento. Agisco in congiunzione con collaboratori che mi danno tutto ciò che da solo non riesco a provvedere.

    D: Quindi cosa puoi fare per me?
    R: Costruisco il sito, dall’inizio alla fine. Ne faccio la grafica, ne curo la parte di programmazione, e quella di comunicazione.
    Faccio dvd authoring, cdroms interattivi, musica ed altro ancora. Diciamo che NON vi piastrello i bagni. Per ora.

    D: Quanto ci stai a fare un sito, di media? Che tempi di attesa ho?
    R: Dal momento della consegna completa del materiale chiedo in media tre settimane, a meno che non siate il nuovo sito del Louvre.

    D: Ma va bene se già ti preparo bozze, schemi, files?
    R: Magari ne parliamo prima. La cosa piu’ importante, comunque, è che voi abbiate le idee chiare su cosa volete dire e a chi volete parlare. Se avete già in mente tutto ed io devo fare solo l’esecutore materiale della costruzione del sito, allora i tempi di realizzazione si accorciano notevolmente. Ma vi avviso che sarò spietato: un sito brutto o non funzionante è peggio di nessun sito. E io voglio che il vostro sito funzioni. Ne va del mio buon nome.

    D: Sei caro?
    R: Sicuramente il figlio della vicina di casa vi costa di meno. Sono un professionista, e chiedo per quello che valgo.

    D: Fai siti gratis?
    R: Se non siete un’associazione umanitaria senza scopo di lucro o una Organizzazione Non Governativa, no. Sono un po’ grandino per credere che sia furbo fare i siti per avere “visibilità“.

    D: Ho un tabaccaio in alta montagna. Mi fai una pagina per cinquanta euro?
    R: Negativo. Non per i cinquanta euro in se, ma perche’ non truffo la gente. Prima di chiamarmi chiedetevi se avete davvero bisogno di un sito internet per la vostra attività. Internet potrebbe non cambiare la vostra vita ed i vostri affari, se non vi serve DAVVERO e non gli state dietro un ragionevole minimo.

    D: Quelli nel portfolio sono TUTTI TUTTI i siti che hai fatto?
    R: Certo che no. Ma alcuni non esistono più, altri sono vecchi di anni o sono obsoleti o non vogliono essere di showcase.

    D: Non ti sei stufato di stare dieci ore al giorno davanti a un computer dopo tutti questi anni?
    R: Ma va. Sono più curioso di prima.

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    E’ passato un anno dall’uscita del disco, “Real”. E’ il 2006, e scopro questo programma che si chiama After Effects. Da bravo smanettone comincio a giocarci e beh, è bello. Non avendo i soldi per fare un video vero mi dico, perchè no, proviamoci.
    In tre mesi di lavoro faccio questo video, che già dopo soli tre anni mostra forse un po’ di rughe, ma che quando esce fa la sua bella figura. E un caro amico mi fa: “Perchè non provi a mandarlo a Rido, di All Music?”.

    Si, certo, magari me lo passa, e magari divento papa.
    E invece, sorpresa, il video piace. E viene passato una, due, tre, tante volte in televisione: anche sulla Rai, peraltro.
    Avevo sentito Mole pochi giorni prima paventandogli un’idea folle. Vedo il video a casa di Giuann Shadai, in tv, e penso che una delle “V” di fatto che volevo mettere nella vita, beh, l’ho messa. All’uscita da casa di Giuann mi metto a confabulare con i Carnicats e gli faccio: “sto pensando di mettere su un’etichetta, che ne pensate?”. I gatti aderiscono con entusiasmo: in quel parcheggio nasce la prima idea di ReddArmy.